il Prugnoso
il migliore amico degli invertebrati
Il ballo delle debuttanti (1)
Tre donzelle timidamente si affacciano al mondo

Accadeva nell'alta borghesia viennese che, una volta l'anno, le più promettenti (e facoltose) donzelle venissero, al culmine della loro bellezza, presentate alla "società", accompagnate da ufficiali in alta uniforme.




Le donzelle, elegantissime, debuttavano vestite di bianco e muovevano i loro primi passi nel mondo "dei grandi" con un primo valzer. Da quel giorno tutti avrebbero conosciuto i loro tratti, la loro bellezza e il loro nome.

Oggi inauguro una rivisitazione di questa tradizione ed userò le pagine di questo blog per far debuttare in società i seedlings più belli nati a Capo Topo, con le loro forme e colori assolutamente inediti.

La prima è una principessa di altissimo lignaggio... e per presentarvela devo abusare della vostra pazienza un attimo: immaginate per un attimo la "flavona", si, la "flavona" di Andrea (la vedete sopra a destra), una delle rugelii più belle e grandi presenti al mondo. Immaginatevi ora, anzi, sognate cosa succederebbe se riuscissimo a ottenere una pianta dalla medesima forza, con la medesima bocca robusta e allargata, ma colorata di rosso... l'avete immaginata? Bene, lasciate che ve la presenti, là sotto: la prima principessa, figlia della flavona (e con i medesimi tratti di forza e taglia) e di una delle più belle rubricorpore mie - a 4 anni è già alta 70 cm e ha ascidi larghi 10cm! Un demonio. Benvenuta in società Brunilde.



Inga, la seconda principessa, a sinistra, è il frutto invece di un altro sogno, quello di produrre la rubricorpora perfetta.

Nei miei desideri malati, la rubricorpora perfetta è di un uniforme, omogeneo rosso all'esterno delle trappole, senza la minima venatura o sbiadimento di verde, e, al contrario, perfettamente gialla all'interno, senza macchie e intrusioni di rosso.

E' diritta, armoniosa, senza rientranze ed esagerazioni nelle forme, senza curve sgraziate.

Certo, rapportata al mio sogno della rubricorpora perfetta, come potete vedere, Inga non è ancora completa, ma già mostra uno stile, pulizia ed armonia assolutamente uniche che fanno di questo cucciolo di 4 anni la mia driade più elegante.



Lasciamo ora entrare nella sala, ultima ma non certo per importanza, Isotta, altro seedling di quattro anni le cui forme sono frutto di uno scherzo della genetica più che di una ricerca meticolosa.

Chiunque coltivi sarracenie sa che un tratto molto ricercato e importante è quando l'opercolo dell'ascidio è più piccolo dell'imboccatura dell'ascidio stesso, dando a questo un'impressione di fauce spalancata e famelica. Dalla mia foto mediocre non ci coglie ma Isotta mostra proprio questo tratto, una fauce larga quanto e più dell'opercolo... con una caratteristica di unicità in più: il labbro, anzichè essere orizzontale, è lateralmente piegato verso il basso, come se le labbra "pesassero" e ricadessero verso l'esterno. E' uno spettacolo alla vista e dà l'impressione di una creatura incredibilmente famelica.

fabio, 19 May 2012 alle 21:09  50 comments  reads 59563/34473
in Capo Topo.
Figlie del disastro

Migliaia sono le piante che in questi giorni di Maggio stanno terminando la formazione della prima "buttata" di ascidi. Ci sono talee speciali di amici speciali, ci sono vecchissime piante acquistate quando avevo 10 anni, ci sono scambi, piante di questo o quel coltivatore, cloni più o meno naturali, ibridi più o meno improbabili. Ciascuna con la sua storia, con la sua identità, il proprio carattere.

E' proprio nella storia peculiare di ciascuna di esse che io costruisco il mio legame e la mia collezione - perchè è la storia che trasforma quella che ad un occhio quasiasi è una pianta a caso nel mucchio in un individuo speciale, riconoscibilissimo, unico.

Tra tutti gli individui di Capo Topo ci sono dei "gruppi" che vengono accomunati da questo o quel tratto di storia in comune. Ci sono ad esempio "quelle di Dean", gruppo di Sarracenie di grandissima bellezza, ereditate da Dean Cook ormai venti e più anni fa, ci sono "quelle di Furio", "le speciali di Andrea", ci sono quella manciata di individui regalatici da Phil durante la prima visita a casa sua, una massa di anni fa, e così via.

Tra questi gruppi ce n'è uno a cui sono particolarmente legato, quello delle "figlie del disastro". Qualche anno fa, quando ho inavvertitamente avvelenato e quasi distrutto totalmente Capo Topo, le prime piante a schiattare totalmente furono le migliaia di seedlings di Dionea e Sarracenia che avevo in serra allora. In realtà sebbene l'acqua velenosa distrusse quasi in toto i semenzai, c'è quel "quasi" di mezzo: tra decine di migliaia di piante secche e distrutte, una manciata, forse un paio di decine di piante sopravvisse... quasi tutte della stagione 2007. Le figlie del disastro appunto. Quelle piante, resistenti, tignose, attaccate alla vita, oggi hanno 4 anni e iniziano a mostrare i denti e i loro veri colori. Ve ne presento due.

In alto a sinistra una S. x moorei di vigore semplicemente unico. Pur essendo "solo" un seedling di 4 anni, oggi è una delle piante più grosse, alte e belle della mia intera collezione.

Sotto, a sinistra, sua sorella, che ha preferito una taglia leggermente minore, ma splendide combinazioni di arancio e rosa sulla cima dell'ascidio, unitamente ad un profumo di uva fragola assolutamente unico




Sempre sopra, altri gruppi di piante "figlie del disastro" ma in un altro senso... sono le semine effettuate DOPO il disastro... prima linea a destra dionee da seme della stagione 2010, nella loro splendida variabilità. Seconda linea, a sinistra seedlings di Sarracenia, stagione 2012 (hanno un mese di vita!). A destra in basso, infine, la fioritura in preparazione di Dionaea che quest'anno promette particolarmente bene.

Ci risentiremo presto, perchè non vedo l'ora di presentarvi altre figlie del disastro... in particolare le flave rosse sopravvissute, impossibilmente belle e uniche...

fabio, 14 May 2012 alle 01:09  1 comment  reads 55841/30676
in Capo Topo.
CapoTopo 2.0
Posa della Prima Pietra

Un giorno di pallida primavera si indugiava, io e Andreone, tra i bancali di Sarracenie, pronti a migliaia di rinvasi e - nel mentre, gravemente - così si favellava:


(A) : "Fabione, hai troppe piante"
(F) : "Lo so"
(A) : "La serra è murata, non hai più posto"
(F) : "Lo so"
(A) : "Bione, lo so che non vuoi che te lo dica ma tu sai qual'è l'unica soluzione vero?"
(F) : "Si"
(A) : "Devi ridurre, e subito, getta via un po' di alate, cazzo butta via un po' di flave, quelle meno interessanti, ibridi, insomma, filtra, riduci - vengo una mattina, facciamo un bel mucchio di tutte le piante meno pregiate, poi facciamoci prima una balla di Celis che ubriachi non ci pensiamo, e facciamo un bel falò"
(F) : "..."
(A) : "Ci sei? Sai che non c'è altra via si?"
(F) : "Lo so"
(A) : "Vedi altre soluzioni? Ormai hai murato ogni millimetro quadro di serra, Fabione."
(F) : "Lo so"

Il giorno seguente, sempre pallida primavera, tra i bancali di Sarracenie si indugiava invece io e Severino... proprietario del fondo e così si favellava:


(F) : "Seve, ieri me lo diceva anche Andrea, eh, non ho più spazio in serra"
(S) : "Eh, ciò, vedo, varda qua..."
(F) : "Però, hai notato, la serra qua in fianco alla mia, è sempre vuota..."
(S) : "Eh, si, ho notato"
(F) : "Pensi che potrei..."
(S) : "Te si mato ma, va ben va ben, totea su" (= "ok, prendila", NdT)

Ed è così che è nata l'idea di Capo Topo 2.0 - come direbbe il Joker nemico storico di Batman, "quando sei in dubbio, usa una pistola più grossa"...




Capo Topo quindi si allarga, come una gramigna, alla serra a fianco, guadagnando altri 100mq coperti, anche se, sfortunatamente, completamente da bonificare e ripulire, come lo fu al tempo la prima serra.

Oggi, coraggiosamente, si è fatto vivo per una visita Christian Lus, e, in modo simile a quanto fanno altri appassionati, si è offerto "se ti serve una mano, dimmi pure!" - eccome se gliel'ho detto... e oggi si è trovato ai lavori forzati per ben 8 ore di fila.

Abbiamo pulito, disintallato vecchi irrigatori, scavato, smosso quadrotti di cemento armato da credo mezza tonnellata l'uno, abbiamo tagliato, tranciato, sradicato, diserbato, spostato credo 100 vasi di grandi dimensioni uno per uno, smontato e montato bancali e pianali.

C'era così tanto macello che tra l'erba, i cartoni e i sacchi abbandonati abbiamo trovato anche cinque cuccioli di felino-delle-lande, orrende creature unghiute e petulanti, capaci solo a farsi coccolare e rimpinzare la panza... come si può vedere dai due che sono ripresi in foto.

L'ultima foto a sinistra riprende me e Christian al termine della giornata di lavori forzati, felici all'interno della nuova serra, che al momento si presenta come un tubo vuoto pieno di "rusco"... ma da oggi brilla come un diamante un vascone da 8 metri quadri pieno di sarracenie... la prima pietra appunto.

Grazie, Christian, questo post è tutto per te e (come ci siamo già detti) - a buon rendere.

fabio, 30 April 2012 alle 01:17  4 comments  reads 62300/32394
in Capo Topo, Personaggi.
Torna il sereno



Curioso parlare di "ritorno al sereno" quando nel giornali di tutti i giorni le notizie che si accavallano parlano di Crisi sempre più feroce e la situazione economica globale è tutt'altro che volta al Sereno... d'altro canto è quasi un miracolo quello che sta accadendo a Capo Topo dopo la "crisi" di tre anni fa.

Si, quasi tre anni - questo il tempo che è passato da quando ho risolto il problema di irrigazione e ho iniziato il salvataggio della collezione. Riguardando la foto qui a sinistra - Agosto 2009 - sembra impossibile esserci, infine, riusciti davvero. Allora sembrava tutto perso, strage di seedlings, piante madri intaccate nei loro rizomi, ascidi spezzati, radici bruciate, in due parole un disastro biblico.





Al contrario, grazie anche e sopratutto all'aiuto di molti appassionati, Capo Topo ha superato l'Annus Horribilis del 2010 (rinvasi frenetici, sarracenie eliminate a carrettate, perdita totale di tutto il reparto di piante sino ai tre anni...) e ha vissuto in timida speranza il 2011, incluso un Autunno particolarmente propizio e mite.

Nel 2012, finalmente, le piccole ospiti della serra non tentennano più all'insegna di timida speranza ma stanno esplodendo di furiosa crescita, gridando selvaggia vendetta.

Le Sarracenie, con rizomi che suppurano vigore, sono in piena fioritura - alcuni degli gli esemplari adulti hanno prodotto fino ed oltre cento fiori per pianta. Quest'anno ho scelto di lasciare 2-3 fiori al massimo per esemplare e sto procedendo con il solito ciclo di impollinazione.

Le dionee già a fine Marzo erano in piena forma e ogni esemplare sta facendo trappole a ritmo e taglia forsennati, in attesa della fioritura che si preannuncia imponente. Censite a Marzo, contano circa 300 linee clonali adulte.

I semenzai ribollono di vita e quello di due anni ha iniziato a mostrare alcuni individui molto interessanti - ci sono già almeno 200 nuove linee clonali pronte ad essere inserite nella collezione, come il seedling di moorei qui sotto a sinistra.



Insomma è tornato il sereno, appunto.

Il prossimo obiettivo, lavoro permettendo, sarà di completare il censimento delle sarracenie e pubblicare finalmente una growlist aggiornata, cosa che non faccio dal 1999... e magari sulla base della growlist iniziare a pubblicare qualche foto di esemplari qui sul web.

Dulcis in fundo, come ultima cosa voglio chiudere questo mio scarno comunicato annuale ringraziando tutti gli appassionati e coltivatori che in questo periodo mi hanno aiutato a dare "il colpo finale" ai rinvasi in Capo Topo, come il dream team che ha operato in Aprile (Andrea, Daniele, Yuri, Alessandro e rispettive accompagnatrici :-) - in un solo giorno hanno rinvasato quasi 200 esemplari, aiutati nel loro ebbro sforzo da una mostruosa quantità di Celis Blanche... Grazie di cuore.

fabio, 26 April 2012 alle 00:42  1 comment  reads 56505/31127
in Capo Topo.
La risaia di sarracenie
Prime immagini dal diradarsi delle nebbie






Tredici mesi, cinque giorni e qualche ora - tanto e' passato dal mio ultimo aggiornamento su Capo Topo.

Quindi dov'eravamo rimasti?

Facciamo un riassunto in pillole: dopo anni di sudate soddisfazioni, nel 2009, causa rottura impianto ad osmosi ed impegni di lavoro, ho irrigato Capo Topo con acqua da pozzo - in meno di sei mesi ho bruciato quasi per intero la collezione e distrutto anni di crescita e di semine.

A fine 2009 inizio i rinvasi di emergenza - dureranno, tutto sommato, circa diciotto mesi, terminando a febbraio 2011. Nel 2010 le piante rinvasate danno segno di ripresa ma sono ancora molto, troppo deboli - decido di evitare la fioritura.

Quest'anno, finalmente, complice anche una lunga primavera, iniziano a vedersi i primi veri ascidi e le prime macchie di colore.

Non siamo ancora nemmeno lontanamente ai fasti del pre-2009, ma qualche immagine sbiadita e confusa inizia ad emergere - in alto uno scatto dal basso, tra gli scapi fiorali di dionea (fioritura notevole quest'anno). Le altre tre immagini sono di tre porzioni di serra coltivata a sarracenie.

Quello che colpisce e' che nonostante tutto le sopravvissute nel 2010 sono cresciute e quest'anno, tutte ammassate in enormi vasconi posati a terra, danno l'impressione di "risaie" di sarracenie.

Dopo la brutta esperienza del 2009 molte specie sono ancora timide e guardinghe, sembra quasi non si fidino a "buttarsi" con ascidi di piena lunghezza. In media i maggiori arrivano a 85-90 cm. Anche i colori si mostrano con intensita' ma ancora con una traccia di timore.

Ad ogni modo la strada e' quella giusta - ora si tratta solo di avere un po' di tenacia e pazienza.

Martedi' 24 sera io, Andreone e alcune driadi di Capo Topo saremo ospiti di Sveva a Geo & Geo.

fabio, 23 May 2011 alle 01:06  346 comments  reads 65391/37443
in Capo Topo.

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Il Prugnoso e' il diario del Prugnoso, personcina un tempo particolarmente tignosa (oggi meno?) dedita alla coltivazione di piante carnivore.

E' realizzato mediante Miss Plotilda, blog manager realizzato dal suindicato tignoso a inizio 2006.

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