il Prugnoso
il migliore amico degli invertebrati
Personaggi

CapoTopo 2.0
Posa della Prima Pietra

Un giorno di pallida primavera si indugiava, io e Andreone, tra i bancali di Sarracenie, pronti a migliaia di rinvasi e - nel mentre, gravemente - così si favellava:


(A) : "Fabione, hai troppe piante"
(F) : "Lo so"
(A) : "La serra è murata, non hai più posto"
(F) : "Lo so"
(A) : "Bione, lo so che non vuoi che te lo dica ma tu sai qual'è l'unica soluzione vero?"
(F) : "Si"
(A) : "Devi ridurre, e subito, getta via un po' di alate, cazzo butta via un po' di flave, quelle meno interessanti, ibridi, insomma, filtra, riduci - vengo una mattina, facciamo un bel mucchio di tutte le piante meno pregiate, poi facciamoci prima una balla di Celis che ubriachi non ci pensiamo, e facciamo un bel falò"
(F) : "..."
(A) : "Ci sei? Sai che non c'è altra via si?"
(F) : "Lo so"
(A) : "Vedi altre soluzioni? Ormai hai murato ogni millimetro quadro di serra, Fabione."
(F) : "Lo so"

Il giorno seguente, sempre pallida primavera, tra i bancali di Sarracenie si indugiava invece io e Severino... proprietario del fondo e così si favellava:


(F) : "Seve, ieri me lo diceva anche Andrea, eh, non ho più spazio in serra"
(S) : "Eh, ciò, vedo, varda qua..."
(F) : "Però, hai notato, la serra qua in fianco alla mia, è sempre vuota..."
(S) : "Eh, si, ho notato"
(F) : "Pensi che potrei..."
(S) : "Te si mato ma, va ben va ben, totea su" (= "ok, prendila", NdT)

Ed è così che è nata l'idea di Capo Topo 2.0 - come direbbe il Joker nemico storico di Batman, "quando sei in dubbio, usa una pistola più grossa"...




Capo Topo quindi si allarga, come una gramigna, alla serra a fianco, guadagnando altri 100mq coperti, anche se, sfortunatamente, completamente da bonificare e ripulire, come lo fu al tempo la prima serra.

Oggi, coraggiosamente, si è fatto vivo per una visita Christian Lus, e, in modo simile a quanto fanno altri appassionati, si è offerto "se ti serve una mano, dimmi pure!" - eccome se gliel'ho detto... e oggi si è trovato ai lavori forzati per ben 8 ore di fila.

Abbiamo pulito, disintallato vecchi irrigatori, scavato, smosso quadrotti di cemento armato da credo mezza tonnellata l'uno, abbiamo tagliato, tranciato, sradicato, diserbato, spostato credo 100 vasi di grandi dimensioni uno per uno, smontato e montato bancali e pianali.

C'era così tanto macello che tra l'erba, i cartoni e i sacchi abbandonati abbiamo trovato anche cinque cuccioli di felino-delle-lande, orrende creature unghiute e petulanti, capaci solo a farsi coccolare e rimpinzare la panza... come si può vedere dai due che sono ripresi in foto.

L'ultima foto a sinistra riprende me e Christian al termine della giornata di lavori forzati, felici all'interno della nuova serra, che al momento si presenta come un tubo vuoto pieno di "rusco"... ma da oggi brilla come un diamante un vascone da 8 metri quadri pieno di sarracenie... la prima pietra appunto.

Grazie, Christian, questo post è tutto per te e (come ci siamo già detti) - a buon rendere.

fabio, 30 April 2012 alle 01:17  2 comments  reads 153239/79597
in Capo Topo, Personaggi.
Ventun febbraio duemiladieci

Che macchina strana la memoria, specialmente quando e' legata ad affetti ed emozioni.

Pensa, sono stato quasi un mese in terranova e in canada, nella regione dei grandi laghi, a cercare purpuree, ma ancora il primo ricordo e' il sapore del primo salmone alla griglia mangiato in un ristorantino sulla strada, appena sbarcato dall'aereo e noleggiata l'auto... quel profumo e quel sapore indescrivibili e' come mi riportassero in un istante immerso nelle paludi di sarracenie, congelato sulle distese di ghiacciai sulle montagne rocciose, fibrillante sulle marshland dei grandi laghi costellate di drosera linearis.

E cosi' e' per la mia grande avventura con le piante carnivore, dove ho un ricordo preciso, diretto, il chiodo fisso a cui tutto il resto s'aggancia in una cascata di immagini e colori - e' il giorno in cui sono entrato nella tua serra, amico mio. Il giorno in cui l'immagine di mille ascidi all'entrata di quel tunnel mi ha colpito quasi con una violenza fisica; il giorno in cui ho conosciuto alcune delle persone che mi stanno accompagnando in tutta la mia vita; il giorno in cui ho incontrato te, cipiglioso e austero, voce sommessa, cuore sornione e sensibile.

Quel giorno, l'immagine tua, silenziosa e attenta sull'uscio della serra, il contrasto stridente con il chiasso che faceva il deficiente di Andrea abbracciato a una gigantesca flava - a sua volta divenuta immagine, questa, trainante del mio rapporto con lui - dicevo tutto questo E' la mia passione per le piante carnivore; tutto questo SONO io.

Pensa che per me, per noi, sei talmente simbolo che nessuno mai si cura di nominare il tuo cognome, credo molti nemmeno lo conoscano - perche' il tuo nome stesso e', in tutta Italia, come quello della tua dolcissima Lilli, il simbolo di una grande passione, una grande ospitalita', una grande umanita'. Francamente oggi credo non serva nemmeno piu' il tuo nome. Sei tu. Punto. Chiunque stia leggendo queste mie poche righe sa benissimo chi sei anche senza scomodare il tuo nome. Riservato e amabilmente musone come sei so che lo apprezzi ;-)

Cavolo come ridacchiavi sotto gli occhiali "affumicati" alle domande idiote di noi sbarbatelli - ci affollavamo intorno a te come fanno ciangottosi i pulcini intorno alla chioccia e allora, come oggi, sei stato il primo ad avventurarti con queste piante assurde, il primo a battere il terreno, e ci raccontavi come fare, cosa fare... Ti guardavo e mi veniva in mente il Virgilio di Dante come me lo stavano insegnando al liceo... stesso cipiglio, stessa voce, stesso modo silenzioso, austero e concreto di parlare, di consigliare, di guidare.

Oggi hai deciso di iniziare questa nuova avventura, e, come in passato, di nuovo lo fai da solo e prima di me, prima di tutti noi. Silenzioso e "per i fatti tuoi". Perche' cosi' hai deciso. Di nuovo, come quando nessuno di noi sapeva come cavolo coltivare una dionea, nessuno sa cosa come fare e cosa affronterai.

Io sono tranquillo, so bene che quando ci incontreremo sarai di nuovo quello "che sa"... Mi aspetterai, ci aspetterai tutti, la' silenzioso con la sigaretta mezza consumata, per insegnarci, di nuovo, cosa ci aspetta, per dirci cosa fare. E mi sentiro' di nuovo pulcino sotto la mia chioccia.

Che bello. Ci conto. Fai buon viaggio.

fabio, 22 February 2010 alle 11:44  3 comments  reads 182450/161051
in Personaggi.
Pian'Oro
anche gli alieni, a volte, si sentono a casa...



L'effetto in me e' indescrivibile... sin dal primo metro fuori dal casello di Sasso Marconi, dopo la famosa "rotondina" verso Pianoro, mano a mano che i metri di altitudine aumentano, dolcemente, tra un declivio e un tornante, tensione, rumori, casino e dubbi, tutto svanisce e ogni pensiero si sfalda nel giallo oro delle ginestre.

Arrivo in cima al primo colle, mi fermo un istante e guardo verso valle - penso a che ridicolo e stridente contrasto sia il mio dolce ondeggiante innalzarmi con la Golf mentre, sotto di me, l'autostrada gorgoglia e ribolle di veicoli in coda per via delle corse al Mugello... migliaia di anime in fila, sotto il sole, per andare a incalcarsi e sudarsi addosso assordate da rombi di motori e metallo incandescente...

Guardo la piccola minor che mi accompagna e sorrido con lei - la nostra meta e' un'altra... penso che forse ha ragione Andreone a dire che vengo da un altro pianeta, ma io la "gente" proprio non la capisco.

Pianoro, analizzato freddamente, non e' che sia poi cosi' speciale - e' un paesello sui colli bolognesi. E' quello che rappresenta per me ad essere unico: il sogno di due amici, un sogno che, pietra su pietra, ha preso corpo e oggi e'. Rendersi conto di che forza e pazienza ci voglia per portare avanti un'idea, un ideale, e vederli poi realizzati, e' qualcosa che ispira e rafforza chi, alieno, abbandona l'autostrada delle masse e sceglie sempre viuzze appena tratteggiate.

Si, si, va bene, vi sento sbuffare e immagino che di tutto questo non vi possa fregare di meno, quindi bando ai soliloqui e vi fornisco la dose quotidiana di immagini e commenti...

La collezione di Andrea e Giulia e', di fatto, la piu' bella collezione di Sarracenie che abbia mai visto. Le collezioni che valgono sono poche e si contano sulle dita di una mano - c'e' Mike, che va di numero, c'e' Phil, che va di "naturalezza", ce ne sono altre, ma quella di Andrea e' semplicemente il meglio che uno possa sperare di ottenere da una Sarracenia o una dionea.

Qui sopra, a sinistra, in mezzo al verde si materializza in tutta la sua bellezza una delle Moorei piu' rare e ricercate sul globo, la Sarracenia * moorei "Leah Wilkerson". Al centro i primi due ascidi adulti della tenera driade che mi ha accompagnato nel mio viaggio da Padova e che ho lasciato in Paradiso a Pian'Oro - Sarracenia minor heterophylla; a destra infine il luogotenente imperturbabile che da sempre vigila sulla collezione di Andrea, miss "Flavona".

Andrea riesce per incanto a "materializzare" tutte le esperienze di una vita in un singolo posto. Il caldo umido e madido di zucchero all'entrata della serra richiama l'effetto che abbiamo vissuto insieme entrando per la prima volta nelle serre di Mike - il portamento delle piante e l'accostamento di colori, il modo stesso in cui tiene le dionee mi ricorda la primissima volta che lo incontrai, entrambi sbarbatini. Viene naturale parlare di tutta la vita passata a inseguire una rubricorpora o una regia - o i momenti in cui abbiamo messo le mani sulla prima Roridula.

La tecnica di coltivazione di Giulia e Andrea e' semplice, ma, proprio per questo, ineccepibile e perfetta.

Ed e' proprio la semplicita' la chiave di tutto.

Mi fa sorridere sentire alcuni coltivatori farmi complicati discorsi con mirabolanti tecniche complessissime e trucchetti da prestigiatori. Eppure a fronte di tante complicazioni e pippe mentali poi spesso non solo non riescono ad avere una "flavona", ma anche le capensis non sono delle migliori.

Chi mi conosce sa che lo ripeto fino alla noia: le complicazioni e i dettagli inutili non servono (e non parlo solo nella coltivazione...). Le cose piu' importanti sono sempre poche e semplici - e quando si fanno bene i risultati sono semplicemente inevitabili.

Andrea semplicemente fornisce i classici acqua, torba e sole, ma in modo perfetto. E il risultato, come sempre quando si seguono cose semplici, e' perfetto.

E' tutto qui.

A sinistra, una rarita' introvabile la Sarracenia "lidless"... al centro sbeffeggia il pomeriggio uggioso una Sarracenia alata "Black Tube" letteralmente grondante nettare. A destra una delle tante spianate di dionee costellate di spatulate, intermedie e binate... il tessuto stesso di questa serra.

E' piuttosto nota la storia di un famoso chef (di cui ovviamente non ricordo il nome) un giorno dovendo scegliere il suo vice per un anno di lavoro ascolto' tre tra i migliori chef che erano andati a chiedere di poterlo accompagnare, gratuitamente, per l'anno, in modo da fare esperienza - il tizio decise di scegliere semplicemente facendo loro fare un piatto e capendo, da cio', il tipo di persone e chef che erano - chiese loro qualche arzigogolata acrobazia culinaria? Macche' - chiese loro di preparare un piatto di pasta al burro e salvia - una cosa di una semplicita' estrema, che sa fare chiunque - eppure proprio per questo rivelatrice di chi ha veramente talento.

Ecco, in una frase Andrea sa fare la migliore pasta al burro e salvia al mondo.



Nella serra di Andrea e Giulia ogni Sarracenia e' perfetta, non ci sono trucchi, non ci sono strani fertilizzanti, non ci sono tecniche assurde. C'e' quello che chiunque sa, ma che nessuno fa *bene*. E' ovvio che Andrea e Giulia abbiano sicuramente i loro trucchetti ed enorme e' la sensibilita' che mostrano verso le proprie piante, ma non e' questo il "cuore" della questione, quanto piuttosto la semplicita' e perfezione del loro stile di coltivazione.

Il vero trucco di Andrea e Giulia e' aver tenuto l'attenzione fissa sulle cose realmente importanti - poche e semplici, senza farsi distrarre da mille paranoiche ricerche di dettagli inutili, fantasiose tecniche esoteriche ed altro. Il risultato e' semplicemente la piu' bella collezione carnivora d'Italia.

A parte stare ore in serra, sabato sera abbiamo strafogato credo una tonnellata di sushi e ci siamo inebriati del profumo dei Tigli passeggiando a Casalecchio - nottata da sogno con l'aria fresca costellata di lucciole e gran frinire di grilli. Domenica sono arrivati Scacca e Ileana, Melly e Sal e abbiamo dato fondo a diversi chili di carne alla griglia e ad un fantastico pasticcetto verduroso ;-)

Per il resto, il weekend a Pian'Oro e' stato per me specialissimo anche per altri motivi che sono e restano cavoli miei, di Giulia e Andrea (e Romeo, con cui ho ormai un rapporto veramente morboso).

Scendo e mi reimmetto in autostrada - gioioso confluisco con il serpentone roboante di macchine e moto di ritorno dal fantasmagorico motoraduno del Mugello... di nuovo guardo gli abitanti di questo pianeta... migliaia di facce indistinte in coda - molte tese e stanche - qualcuno strombazza impaziente e gesticola (mi dico forse non vede l'ora di tornare a vivere una settimana di casino dopo un weekend di casino). Piove. Io puzzo di grigliata, sono ricoperto di peli di Romeo e canticchio - sto troppo bene.

Vengo da un altro pianeta - si - ma va bene cosi'.

fabio, 1 June 2009 alle 17:18  4 comments  reads 81956/65822
in Personaggi.
L'Armata Brancaleone
alle crociate

Esistono delle invisibili barriere che dividono in modo categorico le famose "generazioni"... quando si parla "eh, era un'altra generazione" s'intende in effetti un gruppo di persone accomunate da qualcosa e distinte in modo totale dalle altre.

Una di queste invisibili barriere e' appunto la conoscenza di alcune Summe cinematografiche come appunto l'Armata Brancaleone... quando uno e' in dubbio a che generazione appartenga un figuro, basta che gli rivolga la domanda "avrete sentuto, suppongo, lo nome di Groppone da Figulle" e se quegli risponde "mai coverto" (rigidamente con erre moscia) vuol dire che i due sono della stessa (ormai vecia) generazione...

Sembro un matto, ma per chi non lo sapesse l'Armata Brancaleone era appunto un gruppo di sgangherati guerrieri di ventura in missione per conto di Dio, che se ne andavano in giro a fare le cose piu' assurde. Esattamente l'Armata Brancaleone, lione e veltro al tempo istesso, sabato pomeriggio mi si paro' davanti nella figura di sei personaggi baldi e coraggiosi, indomiti e forti, armati di vanga e picozza.

Ve li presento:

Enrico da Todi, Gianluca Gran Cavaliere di Carrara, Matteo detto ManoDiFerro, Andrea & Andrea Visconti di Bassano, Giacomo Signore di Monte Rotondo.

Dicevo, palesatisi in sull'uscio di Capo Topo e dopo rapida esplorazione i sei si sono messi a rinvasare sarracenie, probabilmente mossi a pieta' dalla situazione penosa in cui versano le mie piccole... in un pomeriggio hanno rinvasato su per giu' un centinaio di piantine - spostato serbatoi per l'acqua, diviso rizomi, cercato la benedetta elle-qualcosa per Enrico che non la finiva piu', sparato cagate, debellato botrite, sparso piante-da-compagnia in giro per la serra a casaccio.

Non si sono fatti intimorire da ragni in quantita', temperatura torrida (37'C nei momenti piu' mistici), funghi, muffe, polvere di perlite, acqua-con-le-larve-dentro-ommioddio, cartellini che sparivano, matite senza punta, per non parlare di una forbice sola in sei.

Come coraggiosa Armata hanno lavorato assolutamente indomiti nello spirito e hanno portato a compimento la grande missione della Crociata Rinvasi. Ovviamente una goccia nell'oceano del molto che ancora c'e' da fare a Capo Topo, ma una goccia graditissima.

E' stato davvero un enorme aiuto, piovuto dal cielo in modo cosi' squisitamente cordiale e divertente (immagino che sia casuale il fatto che ciascuno dei fulgidi eroi si sia allontanato dotato di diverse talee di sarracenia nonche' il fatto che mi abbia lasciato una luuuunga lista di desiderata - a confronto le waiting list di Mike King sono bazzecole ;-)

Scherzi a parte e' stato un fantastico pomeriggio - grazie a tutti - siete stati davvero fortissimi e non dimenticate la grigliatona inaugurale a Maggio!!!!

Peraltro approfitto dell'argomento per fare una considerazione: vedo che gli appuntamenti di gruppo, i rinvaso-day, i dionea-day, pizzaritos e simili, stanno dilagando - come ex-presidente di AIPC, fondatore dell'Associazione ormai diversi anni fa e come "vecio" dell'ambiente non posso che essere veramente contento dell'enorme fervore di attivita' che l'ambiente delle carnivore sta attraversando in questi anni. Pensare che pochi anni fa non riusciamo a trovarci che non in un gruppetto una volta l'anno, ora siamo in tanti, ma tanti davvero.

Ne sono davvero contento e quindi ottimo, avanti cosi'!

fabio, 3 April 2008 alle 00:06  35 comments  reads 235486/218609
in Capo Topo, Personaggi.
il Cerchio delle Streghe

Ebbene si, complice anche il maltempo, questo weekend e' saltato il possibile incontro di appassionati carnivoromani e rinvasaioli - tenteremo di rifarci in uno dei prossimi fine settimana, promesso!

Domenica mattina, comunque, all'ultimo momento abbiamo organizzato e ricevuto due appassionatissimi Trevigiani che, approfittando di un giro a Chioggia per acquistare deltaplani (...) - hanno avuto la meravigliosa idea di venire a inzupparsi le mani di torba : li vedete sotto in tenuta da combattimento verso le 5 di pomeriggio mentre la temperatura precipitava velocemente sotto i 10'C : Micky (istruttore di volo per deltaplanisti a motore - con rigido limite dei 300 metri di altitudine) e Sara (attualmente maestrina traduttrice in AIPC).

Il pomeriggio e' stato fantastico - da una parte io che rinvasavo piante adulte in fretta, buttando via anche pezzi di rizoma, drosere, semi, terriccio, tutto, dall'altra Micky e Sara che salvavano ogni minuscolo accenno di radice di capensis fin'anco alle fibrette di muschio!

Scherzi a parte un pomeriggio fantastico - rinvasato e cazzeggiato alla grande, mangiato di tutto e a tratti siamo stati anco deliziati della compagnia di Manuela tra un pisolo e l'altro (in 8 ore si e' alzata dall'amaca appesa dentro la serra non piu' di 10 minuti).

Qualche documento fotografico al solito: a sinistra la germinazione delle sarraceniette seminate a novembre - tumultuosa e vigorosa. Al centro Micky e Sara (e qualche ragno nascosto tra le piante). A destra invece un fenomeno simile al noto "cerchio delle streghe" formato da alcuni funghi. In questo vaso avevo un grossissimo ibernacolo di Drosera filiformis - durante l'inverno l'ibernacolo si e' accasciato moribondo, scomparendo, ma tutto intorno sono comparse gemme che ne hanno preso il posto, formando una ghirlanda di plantule circolare.

La parola finale la lascio a Sara dopo tante ore di lavoro... "cavolo, abbiamo rinvasato tanto e guardando la serra par che non abbiamo fatto un *#zzo".

In effetti piu' facciamo piu' mi rendo conto che c'e' da fare...

Alla prossima settimana.

fabio, 9 March 2008 alle 22:53  2 comments  reads 178659/161222
in Capo Topo, Personaggi.

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