il Prugnoso
il migliore amico degli invertebrati
Pian'Oro
anche gli alieni, a volte, si sentono a casa...



L'effetto in me e' indescrivibile... sin dal primo metro fuori dal casello di Sasso Marconi, dopo la famosa "rotondina" verso Pianoro, mano a mano che i metri di altitudine aumentano, dolcemente, tra un declivio e un tornante, tensione, rumori, casino e dubbi, tutto svanisce e ogni pensiero si sfalda nel giallo oro delle ginestre.

Arrivo in cima al primo colle, mi fermo un istante e guardo verso valle - penso a che ridicolo e stridente contrasto sia il mio dolce ondeggiante innalzarmi con la Golf mentre, sotto di me, l'autostrada gorgoglia e ribolle di veicoli in coda per via delle corse al Mugello... migliaia di anime in fila, sotto il sole, per andare a incalcarsi e sudarsi addosso assordate da rombi di motori e metallo incandescente...

Guardo la piccola minor che mi accompagna e sorrido con lei - la nostra meta e' un'altra... penso che forse ha ragione Andreone a dire che vengo da un altro pianeta, ma io la "gente" proprio non la capisco.

Pianoro, analizzato freddamente, non e' che sia poi cosi' speciale - e' un paesello sui colli bolognesi. E' quello che rappresenta per me ad essere unico: il sogno di due amici, un sogno che, pietra su pietra, ha preso corpo e oggi e'. Rendersi conto di che forza e pazienza ci voglia per portare avanti un'idea, un ideale, e vederli poi realizzati, e' qualcosa che ispira e rafforza chi, alieno, abbandona l'autostrada delle masse e sceglie sempre viuzze appena tratteggiate.

Si, si, va bene, vi sento sbuffare e immagino che di tutto questo non vi possa fregare di meno, quindi bando ai soliloqui e vi fornisco la dose quotidiana di immagini e commenti...

La collezione di Andrea e Giulia e', di fatto, la piu' bella collezione di Sarracenie che abbia mai visto. Le collezioni che valgono sono poche e si contano sulle dita di una mano - c'e' Mike, che va di numero, c'e' Phil, che va di "naturalezza", ce ne sono altre, ma quella di Andrea e' semplicemente il meglio che uno possa sperare di ottenere da una Sarracenia o una dionea.

Qui sopra, a sinistra, in mezzo al verde si materializza in tutta la sua bellezza una delle Moorei piu' rare e ricercate sul globo, la Sarracenia * moorei "Leah Wilkerson". Al centro i primi due ascidi adulti della tenera driade che mi ha accompagnato nel mio viaggio da Padova e che ho lasciato in Paradiso a Pian'Oro - Sarracenia minor heterophylla; a destra infine il luogotenente imperturbabile che da sempre vigila sulla collezione di Andrea, miss "Flavona".

Andrea riesce per incanto a "materializzare" tutte le esperienze di una vita in un singolo posto. Il caldo umido e madido di zucchero all'entrata della serra richiama l'effetto che abbiamo vissuto insieme entrando per la prima volta nelle serre di Mike - il portamento delle piante e l'accostamento di colori, il modo stesso in cui tiene le dionee mi ricorda la primissima volta che lo incontrai, entrambi sbarbatini. Viene naturale parlare di tutta la vita passata a inseguire una rubricorpora o una regia - o i momenti in cui abbiamo messo le mani sulla prima Roridula.

La tecnica di coltivazione di Giulia e Andrea e' semplice, ma, proprio per questo, ineccepibile e perfetta.

Ed e' proprio la semplicita' la chiave di tutto.

Mi fa sorridere sentire alcuni coltivatori farmi complicati discorsi con mirabolanti tecniche complessissime e trucchetti da prestigiatori. Eppure a fronte di tante complicazioni e pippe mentali poi spesso non solo non riescono ad avere una "flavona", ma anche le capensis non sono delle migliori.

Chi mi conosce sa che lo ripeto fino alla noia: le complicazioni e i dettagli inutili non servono (e non parlo solo nella coltivazione...). Le cose piu' importanti sono sempre poche e semplici - e quando si fanno bene i risultati sono semplicemente inevitabili.

Andrea semplicemente fornisce i classici acqua, torba e sole, ma in modo perfetto. E il risultato, come sempre quando si seguono cose semplici, e' perfetto.

E' tutto qui.

A sinistra, una rarita' introvabile la Sarracenia "lidless"... al centro sbeffeggia il pomeriggio uggioso una Sarracenia alata "Black Tube" letteralmente grondante nettare. A destra una delle tante spianate di dionee costellate di spatulate, intermedie e binate... il tessuto stesso di questa serra.

E' piuttosto nota la storia di un famoso chef (di cui ovviamente non ricordo il nome) un giorno dovendo scegliere il suo vice per un anno di lavoro ascolto' tre tra i migliori chef che erano andati a chiedere di poterlo accompagnare, gratuitamente, per l'anno, in modo da fare esperienza - il tizio decise di scegliere semplicemente facendo loro fare un piatto e capendo, da cio', il tipo di persone e chef che erano - chiese loro qualche arzigogolata acrobazia culinaria? Macche' - chiese loro di preparare un piatto di pasta al burro e salvia - una cosa di una semplicita' estrema, che sa fare chiunque - eppure proprio per questo rivelatrice di chi ha veramente talento.

Ecco, in una frase Andrea sa fare la migliore pasta al burro e salvia al mondo.



Nella serra di Andrea e Giulia ogni Sarracenia e' perfetta, non ci sono trucchi, non ci sono strani fertilizzanti, non ci sono tecniche assurde. C'e' quello che chiunque sa, ma che nessuno fa *bene*. E' ovvio che Andrea e Giulia abbiano sicuramente i loro trucchetti ed enorme e' la sensibilita' che mostrano verso le proprie piante, ma non e' questo il "cuore" della questione, quanto piuttosto la semplicita' e perfezione del loro stile di coltivazione.

Il vero trucco di Andrea e Giulia e' aver tenuto l'attenzione fissa sulle cose realmente importanti - poche e semplici, senza farsi distrarre da mille paranoiche ricerche di dettagli inutili, fantasiose tecniche esoteriche ed altro. Il risultato e' semplicemente la piu' bella collezione carnivora d'Italia.

A parte stare ore in serra, sabato sera abbiamo strafogato credo una tonnellata di sushi e ci siamo inebriati del profumo dei Tigli passeggiando a Casalecchio - nottata da sogno con l'aria fresca costellata di lucciole e gran frinire di grilli. Domenica sono arrivati Scacca e Ileana, Melly e Sal e abbiamo dato fondo a diversi chili di carne alla griglia e ad un fantastico pasticcetto verduroso ;-)

Per il resto, il weekend a Pian'Oro e' stato per me specialissimo anche per altri motivi che sono e restano cavoli miei, di Giulia e Andrea (e Romeo, con cui ho ormai un rapporto veramente morboso).

Scendo e mi reimmetto in autostrada - gioioso confluisco con il serpentone roboante di macchine e moto di ritorno dal fantasmagorico motoraduno del Mugello... di nuovo guardo gli abitanti di questo pianeta... migliaia di facce indistinte in coda - molte tese e stanche - qualcuno strombazza impaziente e gesticola (mi dico forse non vede l'ora di tornare a vivere una settimana di casino dopo un weekend di casino). Piove. Io puzzo di grigliata, sono ricoperto di peli di Romeo e canticchio - sto troppo bene.

Vengo da un altro pianeta - si - ma va bene cosi'.

fabio, 1 June 2009 alle 17:18  4 comments  reads 81957/65823
in Personaggi.

Buffa - e molto carina - la minor eterofilla! Bacioni,

Ch

chiara  2 June 2009 alle 01:21

FabiONE (nel senso di "Fabio UNO", numero 1...) dopo una dedica cosi carica di bene, non posso che gonfiare il petto d'orgoglio. Siamo cresciuti insieme, abbiamo girovagato tantissimo con corpo e mente, ci siamo sempre confrontati, amalgamando le nostre idee e condividendo le nostre emozioni: ciò che tu hai trovato qui e' anche, in buona parte, un riflesso di te.

La tua raffinatezza, la tua delicatezza, la tua poesia, il tuo amore per le piante, la tua ricerca, i tuoi punti di vista, la tua conoscenza profonda hanno contribuito tantissimo a creare "il mio gusto" e, quindi, a realizzare la mia collezione. Ed e' per questo che tra di "loro" ci stavi benissimo e la fusione, osservandoti tra queste piante, era totale...

..quello che ci siamo detti ed abbiamo vissuto al di fuori delle piante carnivore sono fatti nostri, e' vero.

E' bello, in famiglia, affrontare i piu' diversi argomenti, divagando anche sulle tecniche di coltivazione per arrivare ad approfondire tematiche personalissime, per le quali si ritengono necessarie quelle affinita' rarissime che sono proprie dei piu' forti legami famigliari, appunto...

Ti abbraccio forte. Grazie per la meravigliosa, unica S.minor f. heterophylla!

andrea  2 June 2009 alle 17:48

Immagini e parole perfette, come potevano uscire soltanto dopo un incontro di Giganti. Noi, terrestri affaticati e coi nostri pochi ascidi abrustoliti all'innaturale albedo del cemento, restiamo a guardare...

stefano  3 June 2009 alle 12:16

ahhhhhhhhh veniamo dallo stesso pianeta amico Fabio!!! trovo che Pianoro e soprattutto il podere sia un angolo di mondo davvero pieno di pace!! io mi aspetto ancora la fatidica foto che mi hai fatto in serra con la mia solita faccia da cù!!! p.s. la foto di Andrea e Giulia è strepitosa!!!!!!!!!!!!!!!

Melly  27 June 2009 alle 19:39
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