Il Pigliamosche 3.1
(c'e' una Dionaea che vive in me...)
Tecniche di coltivazione

Dionaea muscipula

Pianta carnivora per antonomasia, la straordinaria "trappola di Venere" e' stata capace di affascinare profondamente Charles Darwin tanto da fargli credere di trovarsi di fronte ad "una delle piu' meravigliose piante del mondo".

In quasi 250 anni dalla sua scoperta e dalle prime descrizioni ufficiali, sulla dionea e' stato scritto molto e studiato moltissimo, ma alcuni aspetti rimangono ancora piuttosto misteriosi, lasciando un alone idelebile di fascino ineguagliabile e megnetismo straordinario, facendo innamorare sia gli scienziati piu' scafati che i bambini, al loro primo incontro con questa assoluta regina.

Inizio a parlare di coltivazione di piante carnivore, inevitabilmente, scrivendo sulla Dionaea muscipula, cercando di semplificare (questo vorra' essere il filo conduttore di ogni pianta trattata) molto i concetti, sintetizzando cio' che si puo' trovare scritto su milioni di fonti con quella che e' stata una mia esperienza diretta, provando a mettere in evidenza gli aspetti pratici, al fine di raggiungere un buon risultato coltivativo.

In questo caso, vorrei descrivere senza fronzoli come la semplificazione delle nozioni e la loro messa in opera abbia portato ad un eccellente sviluppo di un gruppetto di circa venti piante coltivate nello stesso vaso, tra cui diversi esemplari del clone "G16".

All'inizio della primavera, ho preparato (con brillante collaborazione di Mathias) questa composizione, utilizzando come substrato un'ottima torba di sfagno acida e giovane, miscelata con un quarto di perlite. Gli esemplari di dionea, distanziati tra essi di circa un centimetro l'uno dall'altro, apparivano in buona condizione di salute ed in fase di riposo vegetativo. Il substrato non deve essere eccessivamente pressato, inserendo le piante nei fori creati con un dito o un bastoncino, profondi 5/6 cm.

Ho lasciato il tutto appoggiato dentro ad una bacinella da bucato, colma d'acqua piovana, sulla quale ho utilizzato un vecchio porta-frutta a rete quale protezione anti-merlo ed anti-grandine: protetto ma completamente arieggiato. Il prato del giardino della casa al mare, prospicente alla spiaggia, e' il contorno e l'ambiente naturale sul quale ho lasciato la composizione, esposta a SUD ed al sole diretto dall'alba al tramonto.

Il trascorrere delle settimane verso la stagione primaverile prima ed estiva a seguire, sono state un crescendo di crescite e di stupefacenti sviluppi di foglie coloratissime e grandi, sane, scattanti e molto attive, rimanendo vive sulla pianta per tanti giorni prima di seccare per lasciare spazio a nuove trappole.

Da quando in marzo ho posizionato il vaso, mai l'ho spostato. Gli unici interventi sono stati unicamente ed ovviamente, per rabboccare l'acqua quando cio' si rendeva necessario.

La dionea e' una pianta semplice da coltivare. Non e' raro, tuttavia, sentire di esperienze che riportano difficolta' nel riuscire ad avere buoni risultati: in realta' e' perche' si annaspa in elaborati esperimenti che spesso smarriscono il filo conduttore su "cosa" sia questa pianta e da dove viene.

E' un'erba, che vive piu' volentieri nelle praterie assolate ed umide di un areale con un clima (soprattutto estivo) simile al nostro, in nord America. Il confinarla all'interno di serre non sempre risulta produttivo: l'eccesso di caldo nuoce alla pianta, che si rifugia sottoterra alla ricerca di fresco. L'aria aperta ed il sole diretto -nulla piu'- sono gli alleati preferiti della dionaea muscipula, che insieme ad una buon substrato ed all'acqua piovana possono realmente far divenire questa straordinaria pianta un vero gioiello vegetale.

Rimane cosi', a noi coltivatori, il solo "compito" di osservarla crescere in tutta la sua bellezza, di certo stupiti per quanto le sorprese siano talvolta a portata di mano...

Nuova categoria sulla coltivazione delle piante carnivore.

Creo nuova una nuova "categoria", riportata nella colonna qui a fianco, sulla coltivazione delle piante carnivore.

Non ha la pretesa d'essere l'unico punto di vista possibile, ma vuole rappresentare la parte pratica e semplice dell'approccio verso la migliore tecnica allo scopo di raggiungere la massima soddisfazione possibile, per le piante e per i nostri sensi.

Di volta in volta inseriro' le mie esperienze personali, cercando di non essere banale o scontato.

Buona lettura.

andrea, 9 August 2014 alle 18:59  0 comments  reads 104817/60503
in Tecniche di coltivazione.
Sulla Drosera regia
ed altri gioielli.

Traggo spunto da questa discussione lanciata da Alessandro, sul forum Rexplant, per descrivere come sono riuscito ad avere buoni risultati nella coltivazione di Drosera regia, riuscendo a crescerla gia' da alcuni anni. Si tratta di una drosera sudafricana molto ricercata dai collezionisti, per diverse ragioni.

Tra esse, la dimensione della pianta e delle sue foglie (lunghe fino a 50 cm., a forma di lancia, con la parte centrale larga anche 2 cm.!) rappresenta di certo la piu' incentivante, ma anche la capacita' di movimento delle foglie stesse (in grado di arrotolarsi attorno ad insetti di notevoli dimensioni) nonche' la grandezza dei peli ghiandolari e relativa colla, veramente di taglia extra large!!

Tuttavia, come spesso accade, questa ricercata pianta fa le bizze, e' lunatica, presentando alcune "richieste coltivative" con messaggi difficili da decifrare.

Capita anche a coltivatori esperti di trovarsi con una pianta moribonda da un giorno all'altro, senza ragioni apparenti, pur avendo rispettato con rigore i dettami classici, consigliati anche sui migliori testi di piante carnivore.

(Drosera regia)

Devo ammettere e premettere che pure io non c'ho capito molto! E cio' non e' molto confortante, ahime', pero' credo di avere intuito che Drosera regia e' molto piu' robusta di quanto si creda (o di quanto sovente si narra).

(D. regia, particolare del substrato e del vaso)

Vado per gradi, partendo dai punti fermi per una buona coltivazione: come si vede dalle immagini, io utilizzo un vaso piuttosto profondo (questo e' in plastica a sezione circolare alto 25 cm.); substrato ben drenato (mix 1:1:1 torba, perlite, sabbia grossa di quarzo); sottovaso basso per evitare ristagni prolungati; esposizione luminosa (non e' necessario il pieno sole, che inibisce un po' la crescita, anche se colora maggiormente le ghiandoline di rosso acceso).

Cio' che "turba" la tranquillita' di questa pianta sono due fattori: temperatura alta e troppa acqua nel sottovaso.

Contro il caldo eccessivo ho posto il suo vaso dentro ad un altro vaso, in terracotta, piu' largo, che fa ombra e lascia una intercapedine d'aria a mantenere piu' fresco. L'acqua, invece, la offro ogni tre/quattro giorni dall'alto: il piccolo sottovaso ne contiene poca, rimanendovi per un giorno al massimo, in piena estate. Trascorrono quindi, tra una annaffiata e l'altra, almeno tre giorni di secco. Durante l'inverno, periodo in cui la pianta va a riposo (talvolta perdendo tutte le foglie) l'apporto idrico e' ridotto al minimo, portando il substrato ad essere completamente secco!

Quando uno o piu' di questi punti non viene rispettato anche solo di una briciola, la regia si offende ed entra rapidissimamente in stato di stress: dapprima perde la colla sulle foglie, che diventano subito un verde pallido malaticcio, poi gialle e poi nere, in un processo velocissimo! Tanto che vien da pensare a tutto: dal parassita che ha mangiato le radici fino ad un raro sconosciuto virus che ha colpito proprio "lei", la nostra amatissima e curatissima drosera! Cavolo, no, in una settimana la rigogliosa e florida pianta si e' annullata e ridotta ad un ammasso informe di mozziconi di foglie strinate e tagliate! Disdetta, tragedia, disperazione!..

Ma e' qui che arriva la forza di questa meravigliosa pianta! Attenzione! Si', e' vero, un qualche fattore e' "saltato", qualcosa e' andato storto ma non impegnamoci a capire cosa o come, non e' possibile quando si parla della regia, e' troppo lunatica e pretenziosa ed ingrata, troppo complicato, troppo complesso. Prendiamo piuttosto il coraggio in mano e tagliamo a zero tutto quanto, tutta la parte aerea, gia', tutto via, come con un decespugliatore, come se passasse un incendio!

Semplice: e' questo che accade in Natura.

Passa sopra a quelle foglie scintillanti una mandria di bufali da diecimila capi e la regiona che fa? Nulla, facile: si azzera e riparte dalle radici! Niente di piu' immediato e consequenziale!

A me e' successo tre volte: qualcosa non e' andato (troppo caldo, troppo umido, troppo di troppo poco, non so e non ci penso visto che tutto il possibile avevo pensato per farla stare bene!) ed allora ho agito come farebbe la mandria. Ho azzerato tutto ed ho continuato a coltivare un vaso "vuoto"! Stesse identiche condizioni, stesse cure, stesse attenzioni. Fino a quando, miracolosamente, qualcosa di verde e' rispuntato! Nuovi germogli a far capolino in tanto seccume! Non in un punto soltanto, ma in tre, quattro, cinque nuovi punti di crescita! E producendo foglie in grande numero e notevoli dimensioni, quasi per rivincita, quasi per dimostrare di meritare questo nome da sovrana...

Ecco la grande forza di questa affascinante Drosera regia: pretende, non si accontenta, si offende per poco, esce sbattendo la porta pero' torna piu' bella di prima..! E noi che, ancora, non ci abbiamo capito nulla. (O quasi...).

Drosera regia. Drosera "reale". Ed il suo regno e' popolato da un vastissimo numero di sudditi all'altezza della madre sovrana.

Le drosere, il genere di piante carnivore maggiormente diffuso al mondo, si e' espanso modificando forme, stili di vita e dimensioni come nessun altro ha saputo fare (penso alle bulbose, agli ibernacoli delle specie temperate, alle tropicali del Queensland, a quelle dei tepui venezuelani. Al gruppo delle pigmee...).

(Drosera scorpioides - Drosera falconeri)

(Drosera burmanni - Drosera filiformis, foglie di 55 cm.)

Straordinari gioielli della natura, scintillanti diademi di luce, miniature perfette, trappole spietate: la regina puo' regnare tranquilla, con i suoi capricci e le pause lunari...

andrea, 31 July 2011 alle 14:32  0 comments  reads 75363/11869
in Tecniche di coltivazione.
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